Ceramiche Baratti

Arte del Novecento

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Questa pagina documenta la mostra temporanea “Insolito Baratti”, allestita nel 2023-2024. La mostra è conclusa.

Insolito Baratti — locandina della mostra

Locandina della mostra Insolito Baratti, 29 novembre 2023

La mostra temporanea

L’esposizione temporanea ricreava gli ambienti di lavoro di Bruno Baratti e dei suoi collaboratori, riunendo opere di ceramica, scultura e pittura. Articolato in tre sale, il percorso ripercorreva i temi, le tecniche e le diverse fasi dell’attività dell’artista.

Il percorso della mostra

La prima sala

La prima sala spaziava dai carnevali alle maternità, passando per le prime opere di formazione.

Annunciazione

Olio su tela, 1960.

Il carnevale

Carnascialia.
Olio su tela, 1978.
Opera riprodotta in fotografia.

Le prime opere

Una delle prime opere su ceramica, risalente ai primi anni quaranta.

Bronzo dei mestieri

I mestieri sono un tema ricorrente nell’opera di Bruno Baratti. I bassorilievi della Camera di Commercio di Pesaro raffigurano diverse attività lavorative e restituiscono un’immagine della vita economica e sociale della città.

Anche il calendario realizzato dagli Amici della Ceramica di Pesaro dedicò attenzione ai mestieri raffigurati da Baratti, documentando la continuità di questo tema nella sua produzione.

Il tema del lavoro attraversa così opere e materiali documentari di epoche diverse.

La statua della maternità

Questa terracotta del 1972, di grandi dimensioni, raffigura la Maternità, uno dei soggetti più frequenti nell’opera di Bruno Baratti. Il modellato mette in evidenza il suo modo di lavorare l’argilla.

Il soggetto della maternità ritorna più volte nell’opera di Baratti. In questa terracotta, la materia lasciata visibile e le tonalità calde contribuiscono alla forza espressiva della composizione.

Il laboratorio

In questa sala era stata ricostruita una parte del laboratorio con strumenti originali usati da Bruno Baratti e dai suoi collaboratori. Gli utensili documentavano le fasi della lavorazione e l’ingegnosità con cui gli artigiani adattavano i materiali alle proprie esigenze.

Il tornio

Il tornio a pedale in legno, restaurato per l’esposizione, documentava uno degli strumenti fondamentali del laboratorio.

Gli stampi

Alle pareti erano esposti alcuni stampi utilizzati nel corso dei decenni per realizzare pannelli con soggetti ricorrenti nell’opera di Baratti.

Il forno

Dei due forni del laboratorio si era conservato quello più piccolo, al cui interno si trovavano ancora manufatti in terracotta pronti per la cottura.

I colori

La mostra esponeva alcuni pigmenti recuperati nel laboratorio. Le loro tonalità, prima della cottura, potevano differire dai colori definitivi delle ceramiche.

La seconda sala

La sala riuniva opere particolarmente care a Baratti, alcune delle quali erano conservate nel soggiorno della sua abitazione: grandi piatti in ceramica, nature morte e una testa raffigurante Bramante.

Altalena

Piatto in ceramica (diametro 44 cm) che è stato anche raffigurato nei manifesti di una mostra degli anni ottanta.

Risveglio

Piatto in ceramica del 1935, presentato in diverse esposizioni, tra cui l’antologica dedicata a Baratti a Pesaro nel 1981.

Fiori secchi

In questa parte della sala erano esposte tre ceramiche raffiguranti fiori secchi.

Segni zodiacali

Altri soggetti ricorrenti nella produzione artistica di Baratti sono i segni zodiacali, presentati nella mostra nella versione con il caratteristico fondo rosso.

Donato Bramante

La scultura esposta era il modello preparatorio per una successiva fusione in bronzo, collocata nel centro di Fermignano.

Il cigno

Negli anni cinquanta e sessanta il «Cigno di Pesaro» era un riconoscimento assegnato a cittadini distintisi nel corso dell’anno. La premiazione si svolgeva al Kursaal e si concludeva con un gala danzante.

L’esemplare presentato nella mostra risaliva all’edizione del 1967.

Il Segnapassi

Il nome «Il Segnapassi» richiamava la galleria d’arte che occupava questi locali e che, nel 1971, organizzò una mostra diffusa delle opere di Arnaldo Pomodoro nel centro storico di Pesaro.

Mia madre

Olio su tela raffigurante la madre di Bruno Baratti. Secondo la documentazione del sito, è l’unico ritratto della madre dell’artista pervenuto fino a noi e costituisce una testimonianza familiare.

Il Cristo

L’altorilievo in terracotta raffigura il Crocifisso, soggetto affrontato più volte nel laboratorio da Bruno Baratti, Renato Bertini e Valentino Angelini, ciascuno con un proprio linguaggio espressivo.

Maternità

Pannello in ceramica policroma degli anni settanta, dedicato alla maternità. La varietà dei colori caratterizza la composizione, che riprende uno dei soggetti ricorrenti nell’opera di Baratti.

Perché questa mostra

Le opere esposte provenivano dalla collezione di Giancarla Baratti, nipote dell’artista, che per decenni raccolse ceramiche dei principali autori pesaresi. La mostra fu organizzata anche in sua memoria, realizzando un progetto che aveva desiderato ma non poté vedere compiuto. Nell’immagine Giancarla è ritratta da bambina in un pannello in ceramica del 1938.

Galleria Baratti

Sede storica: via Collenuccio 30, Pesaro (PU).